La Pensione Integrativa

Le Pensioni Complementari e Integrative

Le pensioni sono uno dei pilastri dello Stato sociale affermatosi tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, un punto di riferimento per tutti i lavoratori.

La previsione di versare una certa somma di denaro ai dipendenti che avevano raggiunto la vecchiaia o avevano subito infortuni sul lavoro è nata da una sorta di spirito filantropico, come altre conquiste del Welfare State, per poi essere regolamentata da leggi dello Stato volte a disciplinare gli aspetti principali del sistema pensionistico.

Nel 1898 nacque, infatti, in Italia la Cassa nazionale di previdenza per l'invalidità e la vecchiaia degli operai, il primo passo verso la creazione di un sistema pensionistico nazionale incaricato di garantire un sostegno economico a tutti, sia ai lavoratori sia a coloro che hanno comunque diritto ad una pensione sociale, pur non avendo versato i contributi previdenziali.

Un sistema che si è evoluto in base ai cambiamenti sociali e che oggi appare in difficoltà nel garantire ai giovani una futura pensione di vecchiaia di livello adeguato al costo della vita, tant'è che un numero crescente di italiani si attiva per farsi una pensione integrativa privata, la quale si affianchi a quella elargita dagli enti previdenziali pubblici.

In termini semplici si tratta di una pensione creata in maniera volontaria dallo stesso lavoratore dipendente, che periodicamente versa una parte dello stipendio ad un fondo di sua scelta al fine di ricevere un vitalizio al termine della carriera, oppure da un risparmiatore, il quale decide di conferire una parte del proprio denaro ad un sistema di previdenza integrativa.

Una scelta saggia per avere la certezza di una vecchiaia serena, ma non sempre facile da prendere dal momento che le offerte di fondi pensioni e di piani pensionistici individuali sono svariate ed alle volte complesse da interpretare.